X

Luglio, languida agonia

Siam" alt="lemiepiante Blog liturgie Luglio,-languida-agonia ca_11872.html
Siam" />
Siamo arrivati a luglio, languida agonia del mondo vegetale nelle calure estive; è questo un periodo di lento compimento, in cui ben ci stanno le ferie.
Partendo dal solstizio d'inverno in quel lontano e simmetrico 21 dicembre abbiamo percorso il sentiero degli dei sino ad attraversare la porta degli uomini toccando il massimo della luce, dello splendore, della crescita con il solstizio d'estate nella magica notte di San Giovanni; ci aspetta ora il percorso inverso, il sentiero degli uomini, per ricongiungerci al sole basso di dicembre, attraversare la porta degli dèi e compiere la polarità perfetta.

E' in questa stasi estiva, è in questo mese settimo che ci si gode il riposo e la lentezza; è tra questi calori che ci addentriamo nei simboli del mese.
Il simbolo astrologico del periodo è il cancro: che significa l'animale granchio o , in altre culture e per lo stesso periodo, la tartaruga, il polipo, il coleottero; animali comunque lenti perchè è nella lentezza che si svolge questo periodo, questa mensilità che vede nella Luna il centro dei pensieri. Animali, come il gambero, che camminano a ritroso per farci capire che la liturgia del mese si fa riflettere sul cerchio, sul ritorno, sul ciclo. Ci fa riflettere ad un livello più alto rispetto a giugno perchè ormai s'è compiuto il solstizio e, ebbri della corsa degli dei, possiamo ora guardare con una maggiore calma e conoscenza interiore ciò che abbiamo davanti.

Segno del cancro che è astro-logicamente domicilio della Luna, ed è esaltazione di Venere: di nuovo un mese femminile che a differenza di maggio non è più il mese virginale: è la donna cresciuta che ha dato frutti, è il simbolismo della mietitura e della sua sacralità; è un femminino più forte e concreto, un valore non più di crescita ma fondante, colonna portante di ciò che è stato costruito. Non sarà sfuggita l'alternanza, a partire dall'attrito e la luce: dopo l'esplosione creatrice di marzo compaiono aprile maschio, maggio femmina, giugno maschio, luglio femmina; ed il sole potente del leone d'agosto non potrà che tornare ad essere maschio, mentre settembre avrà i caratteri della femminile vendemmia per poi lasciare alla bilancia di ottobre il cercare l'equilibrio necessario per direzionare la nave negli stretti flutti che riporteranno al nuovo solstizio, al san-giovanni-che ride, la nuova Johannes, ianua, porta.

 
Ed è costruzione di significato il simbolo stesso del Cancro, quasi che l'alchimia grafica trasudi senso . E' un simbolo doppio, la polarità parla attraverso di esso; può facilmente essere accostato allo yin/yang orientale. E' curioso utilizzare i potenti mezzi della rete per cercare simboli simili a quello del segno del cancro: vedete in figura il risultato della ricerca su google images, la prima similarità al segno del cancro trovata dal motore di ricerca è proprio con il simbolo del taoismo.

Se guardate una delle due parti simmetriche potete facilmente percorrere il cerchio che ne compone la base o utilizzare l'abbrivio per esserne spinti fuori dalla forza centrifuga che la conoscenza acquisita nel percorrere il cerchio vi ha dato; a questo punto siamo al solstizio, il cerchio ricomincia a chiudersi ma, contemporaneamente, parte una nuova curva che e si proietta verso nuovi orizzonti all'infinito, o meglio, si congiunge all'altra parte simmetrica a ricostruire la polarità nel segno opposto. Magia, magia grafica.

Nel simbolo Cattabiani (Planetario) vede l'embrione della vita,"due elementi-germi di polarità opposta, che girano l'uno attorno all'altro, si attirano e finiscono per assorbirsi generandogli organi via via più differenziati di un essere."; chiunque abbia qualche nozione di biologia vede i tratti dei foglietti embrionali e del aloro evoluzione; e ancora Guénon (Simboli della Scienza sacra) "Nel simbolo astrologico del Cancro si vede il germoglio allo stato sottile ; si tratta quindi non dell'embrione corporeo, ma proprio del prototipo formale... Inoltre questo germoglio è doppio, posto in due posizioni inverse l'una all'altra, che rappresentano per ciò stesso due termini complementari: sono lo yin e lo yang della tradizione estremo-orientale."

La femminilità accresciuta rispetto a quella di maggio ben si adatta alle festività del mese; non a caso in questo mese ricorrono sant'Anna e santa Maddalena, che tanto portano con sè di quel femminino che va oltre gli orizzonti dei 'normali', umani, cerchi.
Della Maddalena molto s'è detto e scritto; le sue vicende nel meridione della Francia lasciano spazio alle più ampie interpretazioni e fanno nascere la maggior parte delle tradizioni delle conoscenze curiose in Europa.

Della madre di Maria, sant'Anna, e del significato di questa maternità compiuta, mi ha stregato da sempre il dipinto che ne fa Leonardo, tanto che ricorrentemente la scelta dello sfondo preferito nel mio desktop è il dipinto Sant'Anna, la Vergine ed il bambino con l'agnellino, ed in particolare proprio il viso di sant'Anna.
Tante sono le interpretazioni di questo quadro, da quelle psicoanalitiche di Freud alle infinite visioni esoteriche che indagano del profondo dei simboli nascosti; ciò che più mi attrae è l'approccio più diretto e visibile delle tre generazioni rappresentate, a partire dal Cristo con il simbolo della passione, l'agnello, per salire al viso dolce e giovane di Maria in una posa già indaffarata a fare qualcosa, abbracciare e trattenere il figlio, ed ancora spingersi alle altezze iperboliche di sant'Anna, asse portante della composizione, che semplicemente osserva la scena con un braccio sul fianco tenendo sulle ginocchia (inconsueto, affettuoso, curioso) Maria; con un sorriso, con gli occhi bassi e saggi di chi ha raggiunto una quieta, dolce illuminazione.

Un viso che, decisamente, esprime il suo luglio; un viso che può portare i nostri pensieri a navigare calmi nei calori languidi del mese, magari cercando di ricostruire nell'incroci degli sguardi il simbolo del periodo: sant'Anna guarda Maria che guarda Gesù che ricambia lo sguardo: un dinamismo simile a quel 9 rovesciato semiparte del simbolo.


Mese settimo, del calendario; numero che da sempre rappresenta la compiutezza in sè, numero che le tradizioni associano all'archetipo del saggio, all'illuminazione ultima: guarda caso, tutto si tiene.
Numero che si ritrova in ogni elenco compiuto: i giorni della settimana, le Sepiroth della Quabbalah Ebraica (qualche versione), i chackra, le note.


Non divisibile se non per se stesso, rappresenta l'azione per eccellenza; negli arcani dei Tarocchi è rappresentato dal Carro, "A differenza dell'Imperatrice, arcano numero tre, l'azione del Carro è più matura, in quanto basata sull'esperienza accumulata dagli Arcani precedenti"; qui un personaggio ha sulle spalle due maschere a forma di luna, ed è sopra due cavalli che indicano la polarità, uno rosso e uno blu, uno femmina (ha le ciglia) e uno maschio, che tirano verso due parti opposte (Yin/Yang) ma guardando dalla stessa parte, cioè con unità d'intenti. Gli stessi concetti visti sopra qui vengono simbolicamente raffigurati da una carta che riesce ancora una volta a farci capire come dietro queste carte da giuoco si nascondano significati che vanno ben oltre l'apparenza e che, come al solito, per nascondere conoscenze segrete è sufficiente metterle in bella vista: ci penserà il volgo a dichiararle banalità guardandole senza osservarle.

Curioso notare che proprio nella notte magica del santo Giovanni (che piange!) del 2011 è apparso vicino a Torino (Riva presso Chieri, Poirino) un cerchio nel grano che rappresenta un disegno a base 7, un eptagramma; che si tratti di opera di alieni o dell'uomo ha poca importanza per l'osservatore attento, colpisce la bellezza della forma e la molteplicità dei messaggi contenuti; colpiscono anche le interpretazioni che ne vengono date, che potete vedere qui o qui insieme alle foto che non inserisco perchè protette da copyright.

Il messaggio della liturgia di luglio: vivere le languide, calde calure del mese come momento di tranquillità, utilizzare il tempo per una saggia osservazione del creato e specchiarsi nella natura matura per coglierne i frutti saporiti, godere il luglio della propria vita; riposare le membra per poter in seguito riprendere con vigore il sentiero degli uomini ed annusare nell'aria il senso del futuro percorso che ci porterà a diventare, di nuovo, dèi.




Italo Losero
1 luglio 2011