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VITA nel GIARDINO e nell' ORTO: è il CERVELLO che te lo CHIEDE

 

"L'amante della natura è colui i cui sensi interni ed esterni sono ancora in pieno accordo tra di loro, chi ha saputo conservare lo spirito dell'infanzia perfino nell'età adulta. Il suo rapporto con il cielo e con la terra diventa parte del suo cibo quotidiano."

 Ralph Waldo Emerson

 

La mente è una macchina limitata, la vita in città la stessa e la opprime. Il contatto con le piante e fiori, un giardino, un parco, l'orto o più semplicemente, per chi non può permettersi altro, un balcone ricco di vasi con fiori e piante, possono donare serenità e gioia alla nostra mente.

 Una squadra di psicologi americani sostiene addirittura la tesi che la città, con tutti gli stress ad essa legati, danneggia il cervello umano creando dei veri e propri deficit cognitivi. La città forza i limiti della mente, infatti, dalle ricerche effettuate è emerso che dopo pochi minuti trascorsi in una strada affollata, il cervello riduce la memoria e l'auto-controllo.

E' la mancanza del contatto con la natura la principale causa di indebolimento psicologico: lo studio infatti rivela che i pazienti ricoverati in ospedale guariscono più velocemente se hanno la possibilità di guardare alberi o piante dalla finestra della camera, mentre gli anziani nelle case di cura conservano una maggiore capacità di focalizzare l'attenzione se trascorrono qualche ora in un giardino ricco di verde.

 

 

In sostanza il cervello ha bisogno della natura e anche piccole iniezioni di verde aiutano a mantenere in salute la mente umana. Un esempio di città che è stata realizzata pensando a questa esigenza umana è  Manhattan, non a caso Central Park, il parco newyorkese, è stato realizzato nel cuore  della city. Questo celebre parco è infatti una valvola di sfogo per chi vuole fuggire, anche solo per qualche istante, dal caos della giungla di cemento.

Le città forniscono sollecitazioni simultanee che si traducono in un sovraccarico di lavoro per una zona cruciale del cervello, la nostra cabina di regia delle sensazioni.

Le continue distrazioni provocate dalla città impongono una correzione continua di attenzione, non richiesta in un ambiente «eco-friendly» come la campagna o la montagna. Per la nostra salute è necessario il recupero del rapporto con l'ambiente per mitigare i danni psicologici delle metropoli pur preservandone i benefici. Non siamo obbligati a fuggire per forza in campagna, un balcone verde e del tempo dedicato al giardinaggio e alle passeggiate nei parchi e nei giardini possono essere già un buon arrichimento per la mente.