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descrizione generale

Albero maestoso che può raggiungere i 30/40 metri di altezza a fusto cilindrico e chioma ampia e densa che può superare i 10 metri di diametro. le foglie sono ovali o ellittiche con nervature evidenti, di colore verde cupo o amaranto, in autunno si colorano di giallo, bruno o rosso. L'apparato radicale è molto espanso orizzontalmente, la corteccia è color grigio cenere, liscia, che negli esemplari secolari diventa quasi lucida. Il frutto, faggiola o fasola o fasa nei vari dialetti, è una piccola noce triangolare di sapore gradevole. E' racchiusa in un involucro duro, che non punge, ma assomiglia un po' al riccio del castagno.

esposizione

Deve essere esposto in pieno sole o in posizioni ombreggiate

fioritura

Fiorisce in aprile-maggio, ma non è molto importante la sua fioritura a livello estetico. Sono infiorescenze maschili e femminili presenti sullo stesso esemplare.

concimazione

utilizzare dello stallatico ben maturo per arrichcire il terreno prima di mettere a dimora la pianta.

irrigazione

Necessita di essere annaffiato abbondantemente

potatura

Ridimensionare la pianta quando è necessario

malattie

Non è soggetto a particolari malattie o parassiti

particolarità

Ha propietà antisettiche non necessita di cure particolari

temperatura

Resiste bene ai climi rigidi

substrato

Si adatta bene a quasi tutti i tipi di terreno

propagazione

avviene per seme o per talea

NOMENCLATURA

fagus sylvatica
Fagacee
Faggio

DATI GENERICI

pieno sole

fiorita: primavera

albero

Temperato/rigido

Perenne

grande

Europa centrale

CURIOSITA'

STORIA

In Italia sono diventati alberi più rari ma in antichità erano addirittura cantati dai poeti che ne elogiavano la loro ombra rinfrescante. Un tempo dalla sua corteccia si ricavava la carta, in lingua tedesca infatti si chiama Buche da cu deriva buch, libro.

LETTERATURA

Albero cosmico che unisce cielo, terra e inferi sostenendo e nutrendo il cosmo. Vi sono diverse leggende dedicate a queste piante: in particolare in Francia ne esistono alcune che hanno come tema comune la trasformazione di uomini in faggi per punizione divina, infatti, in alcuni racconti è possibile scorgere delle voci umane passeggiando vicino a questi alberi.