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La cura delle piante e dei fiori

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DESCRIZIONE GENERALE

Albero dal portamento eretto, colonnare, di origine ibrida, e di facile coltivazione. Il tronco è ramificato, a volte fin dalla base e ha una sottile corteccia grigio-bruna, le foglie sono squamiformi o aghiformi, triangolari, embricate e sono inserite a due a due nei rametti a forma di ventaglio. Il genere delle Cupressaceae Cupressus, comprende alberi anche di notevoli dimensioni fino a 50 m, chioma generalmente affusolata, piramidale molto ramificata, rametti cilindrici con numerosissime foglie. In alcune specie, le foglie schiacciate rilasciano un caratteristico fetore. Il colore delle foglie è molto scuro nel cipresso nostrano (Cupressus sempervirens) ma in altre specie è più chiaro e persino verde-azzurro.

DESCRIZIONE ESPOSIZIONE

Deve essere esposto in pieno sole o in leggera ombreggiatura.

DESCRIZIONE FIORITURA

I fiori sono poco appariscenti e danno origine alle galbule. Sono sia maschili che femminili e si aprono a fine inverno, quando appaiono quelli femminili. I frutti, chiamati galburi, hanno forma arrotondata, sono marroni, divisi in un certo numero di squame che si separano a maturità.

CURA


In genere basta l'acqua piovana, in caso di periodi di siccità provvedere ad annaffiare la piantaRidimensionare la pianta quando è necessarioNegli ultimi anni i cipressi sono stati decimati da una malattia provocata dal fungo Coryneum cardinale, il cosidetto cancro del cipresso. Gli afidi provocano arrossamenti all'interno della chioma mentre le cocciniglie creano ingiallimenti e dissecamentiViene utilizzato per formare mobili ed ebanisteria. Non necessita di cure particolari.Predilige climi asciutti e caldi ma non ha grossi problemi ad adattarsi sia alle alte che alle basse temperature.

NOMENCLATURA

cupressus sempervirens
Cupressaceae
cipresso

DATI GENERICI

pieno sole
------ verde ------
albero
Mediterraneo
Perene
grande
Europa

CURIOSITA'

ARTE

Viene utilizzato per formare mobili ed ebanisteria. Il suo legno è molto resistente e duro, infatti, fu sempre adoperato per costruire case e navi, in particolare per la sua eccezionale resistenza al tempo. In Italia, nella regione toscana, viene piantato per delimitare viali e creste di rilievi, ottenendo effetti paesaggistici che hanno reso celebri in tutto il mondo le campagne di questa regione. Gli estratti delle sue sostanze sono utilizzati per formare profumi per la casa e la persona.

STORIA

Il Cipresso e' sempre stato un albero interessante per tutte le civiltà mediterranee. Nell'antica Persia, la sua cima svettante come una fiammata simboleggiava il fuoco; in Europa giunse in tempi immemorabili dal vicino oriente. I Babilonesi lo usavano come merce di scambio Ha sempre avuto anche un'importanza rituale nel culto dei morti, una caratteristica questa che si e' conservata in qualche modo fino ai giorni nostri, essendo spesso usato per creare il verde nei viali alberati dei cimiteri.

MEDICINA

Dai rametti si estrae un olio essenziale dalle proprietà balsamiche. Questo elemento può essere utilizzato per creare sostanze che vengono usate per inalazioni e frizioni per il trattamento della tosse e dell'asma bronchiale. Ha proprietà insettifughe.

LETTERATURA

Anticamente, ed ancora oggi in Oriente, questa pianta evocava il simbolo della fertilità per il suo aspetto vagamente fallico. Gli sposi Romani ricevevano spesso in dono dei Cipressi di buon augurio di prosperità. nelle novelle mediorientali simboleggiava l'amante, forse per la sua forma fallica, la donna era invece evocata dalla rosa. Era anche l'immagine vegetale dell'immortalità, a causa delle foglie sempreverdi e del legno resistentissimo. I Persiani vi coglievano il simbolo del fuoco grazie alla sua forma evocatrice della fiamma e sostenevano che fosse il primo albero del paradiso. Già all'epoca dei Romani, il suo olio essenziale era sfruttato per creare fragranze profumate. La fama funeraria è nata con i Latini ed i Greci che lo consideravano l'albero dei defunti. In un racconto delle "Metamorfosi" di Ovidio, il giovinetto Ciparisso che aveva come unico amico un cervo, un giorno, inavvertitamente lo trafisse con un giavellotto mentre stava giocando. Per il dolore decise di togliersi la vita. Furono gli Dei, ascoltando le sue richieste, a tramutarlo in un Cipresso. Troviamo il Cipresso anche nel simbolismo celeberrimo del Foscolo nei suoi "Sepolcri". Più prosaicamente secondo Teofrasto, il filosofo greco che nel IV secolo compilò la "ricerca sulle piante", il cipresso fù consacrato fin dalle origini al dio dei morti, perchè, una volta reciso il tronco, dai suoi polloni non nascono nuove piante. Non sempre il Cipresso evoca funebri immagini perchè nel Cantico dei Cantici è citato come materiale per costriure la casa degli amanti.

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