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ilex aquifolium

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[tra le piante di Luca Riva ]

[tra le piante di rosario di mauro, a piedimonte etneo ]

[tra le piante di Giuseppe Tedde, a selargius ]

[tra le piante di luciano zoppi ]

la pianta
nome botanico:Ilex aquifolium
breve descrizione:Arbusto a crescita lenta, con corteccia liscia, e foglie molto particolari, con margine ondulato e munite di spine. Forma siepi molto gradevoli grazie al suo fogliame verde scuro lucente ed alla produzione di frutti rossi durante l'inverno. I fiori, per lo più unisessuali, hanno involucro doppio; sono riuniti in gruppetti all'ascella delle foglie dell'annata precedente. Il calice è poco evidente e di piccole dimensioni; la corolla è bianca, talora striata di rossiccio, di 8 mm. Gli stami sono quattro e sterili nei fiori femminili. Il frutto è una drupa di 8-10 mm, di color rosso lucente, con 4 noccioli scanalati, lunghi 6-7 mm.
durata:Perenne
periodo di fioritura:I fiori sono piccolini e di colore bianco. Si tratta generalmente di piante dioiche, quindi, per avere delle belle bacche colorate, è necessario coltivare insieme le piante dei due sessi.
area di origine:Europa centro-occidentale, Africa, Asia.
clima:Temperato
uso:Cresce spontaneamente in parchi o foreste, può essere coltivata come pianta da giardino per comporre una siepe oppure come esemplare isolato. La distanza tra una pianta e l'altra per generare una siepe è di 60 cm.
accorgimenti e cure
esposizione e luminosità:Gli agrifogli si possono collocare sia in pieno sole sia in ombra parziale. Le varietà con il foglieme che presenta gradevoli variegature necessiatano esposizioni piuttosto assolate per mantenere integre le screziature.
temperatura:Sopporta meglio le basse che le alte temperature. In ogni caso, nelle zone con inverni particolarmente rigidi, per gli esemplari che vivono in esterni è possibile effettuare una pacciamatura protettiva.
substrato: Si adatta a quasi tutti i tipi di terreno. L'ideale è un terreno molto fertile, ricco di sostanza organica e sempre ben drenato. Per gli esemplari coltivati in vaso, utilizzare un terriccio per piante verdi, oppure, creare un miscuglio di terra, torba e sabbia.
irrigazione:Solitamente si accontenta dell' acqua piovana, in caso di estati siccitose annaffiare la pianta periodicamente
concimazione:Quando è necessario utilizzare concime ternario complesso
propagazione:Avviene per seme o per talea
rinvaso:Per gli esemplari coltivati in vaso, effettuarlo quando necessario, ogni 2 anni circa, utilizzando un vaso con il diametro leggermente più ampio del precedente.
potatura:Eliminare le parti secche danneggiate o antiestaetiche
avversità:Non è soggetta a malattie o parassiti particolari. Gli insetti minatori delle foglie pne provocano il diseccamento e la successiva caduta; vanno trattati con insetticidi subito prima della primavera.
piccoli consigli:Ha propietà diuretiche, tossifughe, antireumatiche, antiartritiche e febbrifughe
curiosità
storia:Ilex era il nome del leccio presso i Romani. Aquifolium, invece, era quello dell'agrifoglio. Il termine è composto, formato dalle parole "actus"= appuntito e "folium"= foglia. Gli antichi romani portavano dei ramoscelli di Agrifoglio durante i saturnali , nei giorni che precedevano il solstizio invernale, perchè erano considerati dei talismani. In Inghilterra divenne simbolo della Madonna.
ambiente:Nelle faggete, negli abieti-faggeti e nei querco-carpineti, si trova solitamente con habitus arbustivo, mentre, all'aperto, assume, abitualmente, portamento arboreo. Le drupe, di un vistoso color rosso, danno vita ad un netto contrasto con il fogliame verde, il che costituisce un chiaro adattamento alla dispersione dei semi ad opera degli uccelli. L'agrifoglio sviluppa abbondanti germogli radicali ed è quindi in grado di espandersi, attivamente, per via vegetativa, soprattutto nei boschi fitti e ombrosi, dove fiorisce scarsamente. In condizioni estremamente favorevoli può raggiungere 300 anni di età e tronchi di 50 cm di diametro
medicina:Il decotto delle giovani radici raccolte in autunno è diuretico; inoltre il decotto e il vino medicato della corteccia, raccolta in qualunque periodo dell'anno, vantano proprietà febbrifughe. L'infuso delle foglie raccolte prima della fioritura, e fatte essiccare all'ombra, ha proprietà calmanti, febbrifughe e curative dell'itterizia, e contengono tra le altre sostanze l'ilicina, un principio amaro non ancora ben definito. Infine i frutti raccolti a maturazione da ottobre a dicembre e fatti essiccare al calore, hanno un'azione purgativa
letteratura e mitologia:I Romani credevano che piantando queste piante vicino alla casa si tenevano lontani i malefici; questo tipo di usanza si è tramandata fino ai giorni nostri. La funzione di amuleto vegetale si ispira al suo aspetto: le foglie copriacee, munite di spine pungenti , evocano immagini di difesa; sempreverdi e lucidissime, fanno pensare alla sopravvivenza, alla prosperità; i frutti globosi di un rosso così vivo, sembrano celebrare la rinascita del sole durante il solstizio ed augurare un anno felice. Il Mattioli sciveva che con le sue fronde spinose si proteggeva la carne salata dai topi, per questo motivo la pianta era anche chiamata pungitopo maggiore.
caratteristiche
tipodimensionestagioneambienteesposizione
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"Un fiore al giorno"