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Aristolochia gigantea

aristolo77.jpg

[tra le piante di Giuseppe Tedde, a selargius ]

[tra le piante di Sara Knabe, a Ruffano ]

la pianta
nome botanico:Aristolochia gigantea
breve descrizione:pianta erbacea, rampicante, con grandi fiori solitari, di colore purpureo e vinaccia con macchie più chiare. I bellissimi fiori senza calice e corolla differenziati, emanano un odore non molto gradevole.
durata:perenne
periodo di fioritura:Tarda primavera, da aprile a giugno
area di origine:Europa, e, in particolare, le zone mediterranee
clima:temperato
uso:Rampicanti per muri, graticci e pergolati, o in vaso per balconi e terrazzi
accorgimenti e cure
esposizione e luminosità:Indifferentemente sia in pieno sole sia con leggera ombra
temperatura:A seconda della specie resistono alle basse e alte temperature. Le specie A.Elegans e A. Trilobata che sopportano tempearture inferiori ai 10°C.
substrato:Normale. In vaso necessitano di un mix di terra e torba
irrigazione:Costante. Mantenere il terreno umido senza ristagni d'acqua
concimazione:In vaso utilizzare concime complesso seguendo le indicazioni del produttore
propagazione:Tramite seme oppure talee in marzo
rinvaso:gni 1-2 anni circa ad inizio primavera
potatura:Potare in caso di chioma abbondante a fine inverno
avversità:Può essere soggetta a funghi di vario tipo
curiosità
ambiente:I fiori giallo oro e l'odore particolare della Aristolochia sono una trappola per gli insetti, i quali, entrati nelle corolla, a forma di pipa, scivolano su di un rivestimento ceroso che si trova all'interno e poi una barriera di peli impedisce loro di risalire all'esterno. Quando poi, il fiore appassisce, gli insetti prigionieri, ricoperti di polline, si liberano, assicurando così l'impollinazione
medicina:Molte specie di Aristolochia erano già note nell'antichità ed impiegate per la loro azione stimolante, per accelerare il parto ed alleviarne i postumi, ed, infine, usato come emmenagogo. Dal XVIII secolo le aristolochie sono state utilizzate nelle campagne per le loro proprietà astringenti e vulnerarie. Teofrasto ci tramanda che la pianta veniva usata per trattare disordini uterini, morsi dei serpenti e ferite. Anche gli indiani d'america la usavano contro i morsi dei serpenti e le febbri. Questi usi erano basati sulla dottrina dei segni, come la forma del fiore simile all'utero o al serpente. In realtà è una pianta medicinale, ma tossica e capace di procurare aborti, avvelenamenti, tachicardia, nausea, convulsioni, degenerazione del fegato e anche la morte per arresto respiratorio se assunta senza controllo medico. Il principio attivo è l'acido aristolochico, che in seguito ad esperimenti fatti sui roditori, è risultato altamente cancerogeno. In alcuni stati, come la Germania, tutti i prodotti a base di Aristolochia sono stati proibiti e tolti definitivamente dal commercio, per la riscontrata tossicità e pericolosità
arte:Il nome del genere deriva dal greco "áristos" = "ottimo", "lochèia" = "parto", si riteneva, infatti, efficace per i travagli e le infezioni del parto
caratteristiche
tipodimensionestagioneambienteesposizione
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