Hippocastanaceae

Aesculus

Aesculus

Aesculus

Aesculus

Albero magnifico e imponenete, deciduo, a chioma ampia e sviluppo maestoso, che può raggiungere un'altezza di 40 metri. Sul tronco che sui rami, la corteccia è liscia, le foglie hanno il picciuolo lungo e sono di forma cuneiforme con margine dentato. I fiori sono riuniti in vistose infiorescenze erette a pannocchia; i frutti sono ricci verdi con aculei poco pungenti, che contengono uno o più semi, "le castagne matte", questi semi non sono commestibili. La crescita dell'intera pianta è veloce.

Caratteristiche

i dati principali

DATI GENERICI

pieno sole

fiorita: primavera

albero

temperato

perenne

grande

E' originario della Grecia e più generalmente dell' Asia Occidentale

esposizione


Deve essere esposta in posizioni molto soleggiate, si adatta anche a posizione in mezz'ombra.

fioritura


I fiori sono molto abbondanti e compaiono tra aprile e maggio, ogni fiore ha cinque petali bianchi con macchiette rosa nella gola con antere arancioni. Sono ermafroditi e si presentano riuniti in pannocchie candide.

arte


i bambini amano giocare con i ricci spinosi e le grandi castagne marroni.

medicina


L'Ippocastano fu introdotto scientificamente in terapia, come flebotonico, nel 1896 dal dr. Arnault de Vevey. I semi vengono usati per l'azione vasocostrittrice, inoltre, aumenta la diuresi con conseguente escrezione di sodio e cloruri. Un' altra importante azione avviene sul microcircolo: l'escina è in grado di diminuire sia il numero che il diametro dei "pori" delle pareti capillari arteriose riducendo il passaggio di liquidi dal capillare ai tessuti (essudazione). Esercita infine, una notevole azione riparatrice in edemi ed ematomi di origine traumatica o allergica. L' azione farmacologica manifestata risulta dalla sinergia tra escina, esculina e frazione flavonolica. ATTENZIONE: i frutti crudi sono irritanti per l'apparato gastrointestinale.

storia


Chiamato anche castagno d'india, l'Ippocastano è un albero molto apprezzato per l'ampiezza della chioma ed il conseguente ombreggiamento. In Italia si è molto diffuso nelle regioni continentali e in ambiente collinare e pedemontano. Nel passato i frutti venivano utilizzati come mangime per animali, infatti, era denominato anche Castagno per cavalli. I semi venivano utilizzati per produrre farina e, dopo averli tostati, un surrogato del caffè. I frutti hanno un effetto moderatamente narcotico e i semi non trattati sono tossici.

concimazione


Utilizzare concime ternario composto

segnalazioni


irrigazione


Si accontenta dell'acqua piovana, annaffiarla in periodi di prolungata siccità o in caso di presenza di esemplari giovani.

malattie


E' soggetto ad attacchi violenti di Cameraria, microlepidottero le cui larve scavano gallerie nelle foglie (mine fogliari). Tra le malattie fungine è da segnalare l' antracnosi del castagno causata da Guignardia. Le cocciniglie possono colpire la pianta e colonizzarne il fogliame danneggiandolo.

particolarità


è molto piacevole stendersi a riposare sotto i rami di questa maestosa pianta.

temperatura


Sopporta meglio le alte che le basse temperature ma resiste algi inverni anche nelle città del nord Italia

substrato


Deve essere piantata in profondita in un terreno ben drenato. Predilige substrati fertili ma si adatta a qualsiasi tipo di terreno.

propagazione


Avviene per seme in autunno, dopo la germinazione le piantine devono essere invasate singolarmente, la messa a dimora può essere effettuata dopo 2 o 3 anni.

clima


temperato

durata


perenne

origine


E' originario della Grecia e più generalmente dell' Asia Occidentale
gelsomino rhyncospermum
Rhyncospermum jasminoides
agave victoriae-reginae
Agave victoriae-reginae
Agastache
Agastache
rosa rugosa
Rosa rugosa
adenium
Adenium
Acero riccio
Acer platanoides L.
adonide
Adonis
Agave americana
Agave americana
gelsomino
Trachelospermum jasminoides
Lagerstroemia
Lagerstroemia indica