Caprifogliaceae

Viburnum tinus (nome comune Lentaggine d'inverno e Laurotino)

Viburnum tinus

Viburnum tinus (nome comune Lentaggine d'inverno e Laurotino)

Viburnum tinus

Arbusto cespuglioso sempreverde dalla vistosa fioritura, a maturità può raggiungere i 3 m di altezza ed oltre; spontaneo nell'areale mediterraneo cresce ai margini di aree coltivate e nei boschi di leccio, di alloro e in presenza di piante tipiche del sottobosco mediterraneo quali corbezzolo, fillirea o lillatro; presenta foglie persistenti, picciolate, più o meno ovali con apice appuntito, base rotondeggiante e margine ciliato, la pagina superiore della foglia è di un bel verde scuro e lucido; la pagina inferiore, più chiara, è caratterizzata da un tomento rossastro in corrispondenza delle nervature principali. Il frutto è una drupa sferica, non commestibile, di colore blu metallico, quasi nera a completa maturazione. Le drupe iniziano a maturare subito dopo la fioritura e sono completamente mature a settembre-ottobre.

Caratteristiche

i dati principali

DATI GENERICI

pieno sole

fiorita: autunno

arbustiva

Temperato, mite.

Perenne.

media

Originaria delle regioni a clima temperato dell'emisfero settentrionale.

esposizione


Gradisce l'esposizione in pieno sole; cresce sufficientemente bene anche in una moderata mezz'ombra; non ama la piena ombra, dove sopravvive, ma dove cresce in maniera anomala (consistenza erbacea, steli allungati e foglie anomale e sovradimensionate, e soprattutto non fiorisce mai. In compenso tollera posizioni esposte al vento e all'aria salmastra.

fioritura


I boccioli fiorali iniziano a formarsi a luglio e sono ben sviluppati in settembre; lo sviluppo del corimbo comporta l'arresto dell'accrescimento vegetativo dell'organo su cui questo è inserito. I fiori sbocciano (scalarmente, non solo sulla stessa pianta ma anche nello stesso corimbo) fra la fine di ottobre e l'inizio di maggio, in funzione con il clima ed in funzione di più giornate miti; il massimo della fioritura si ha comunque con la primavera, fra fine marzo e fine aprile, dando alla pianta un aspetto veramente spettacolare. I fiori sono piccoli, bianchi ed esternamente leggermente rosati, portati in infiorescenze terminali ombrelliformi (corimbo composto), il profumo è quasi inesistente ed è da notare inoltre che se il fiore viene colpito da gelo o da brinate sviluppa, decomponendosi, un caratteristico ed intenso odore, non molto gradevole.

concimazione


Gradisce la presenza di materia organica nel terreno e le concimazioni azotate che però, se eccessive, riducono la fioritura.

irrigazione


Solo in caso di forte siccità.

potatura


Le potature consigliate sono quelle che ne migliorano il portamento e, se non tardive, aumentano la produzione di corimbi (che sono apicali); questa sua reattività alle potature, permette che la pianta venga anche sagomata a palla, a cono o addirittura, su stelo ad alberello.

malattie


Le avversità che colpiscono il Viburno sono diverse e tutte degne di attenzione, in particolare si segnalano: afidi neri del viburno (Aphis viburnii Scop. e Aphis fabae Scop.) che provocano, con la loro puntura l'accartocciamento delle foglie e la distorsione dei nuovi germogli (con compromissione delle gemme fiorali); cimice (Lygus spp) che con le sue punture, provoca l'aborto delle gemme; tingide (Stephanitis pyri pyri F.) che in corrispondenza delle sue punture, conferisce alla lamina fogliare un aspetto traslucido ed argentato, quasi metallico e le foglie colpite, oltre a venire deturpate, accusano una diminuzione di efficienza funzionale; cocciniglia (Lichtensia viburni Signoret) la cocciniglia cotonosa del viburno, reperibile unicamente su Viburnum tinus L., è facilmente identificabile per le masse lanose bianche di cui sono ricoperte le femmine.

segnalazioni


temperatura


E' un arbusto decisamente rustico e resiste, senza subire danni, fino a -10 °C. Da notare che, come già detto precedentemente, il gelo, soprattutto se giunge tardivamente o comunque dopo un periodo sufficientemente lungo di belle e soleggiate giornate, può irrimediabilmente danneggiare il fiore.

rinvaso


Non necessario se la pianta vegeta bene e senza anomalie.

substrato


Non richiede terreni particolari, vanno bene anche se calcarei, non sopporta gli eccessi idrici, ai quali reagisce perdendo le foglie. E' specie tollerante la salinità.

propagazione


La propagazione solitamente si ha per talea, possibilmente apicale, da fare radicare durante l'arco dell'anno, i tempi di radicazione sono sempre abbastanza rapidi e i risultati che si raggiungono sono sempre più che buoni. Il miglior periodo dell'anno sembra essere la piena estate (metà di luglio, talee fra il semierbaceo ed il semilegnoso), con risultati quasi totali.

clima


Temperato, mite.

durata


Perenne.

origine


Originaria delle regioni a clima temperato dell'emisfero settentrionale.
Pittosporo
Pittosporum tobira
bougainvillea
Bougainvillea
moluccella
moluccella laevis
lobularia
Lobularia
rosa banksiae
Rosa banksiae
rosa
Rosa
cedro dell'atlante
Cedrus atlantica
mahonia
mahonia
Lobularia - sin. Alyssum maritimum, Alyssum odoratum
Lobularia maritima (L.) Desv. cv. 'Violet Queen'
pittosforo tobira
Pittosporo tobira