Meliaceae

Albero dei rosari o Albero dei paternostri.

Melia azedarach L.

Albero dei rosari o Albero dei paternostri.

Melia azedarach L.

Albero deciduo, alto fino a circa 15 m, con chioma globosa, più raccolta nelle zone soleggiate e battute dal vento, foglie composte, imparipennate, lunghe fino a 50 cm, con penne di 7-9 foglioline picciolate, acuminate ed ovali, disordinatamente dentate, di colore verde nella pagina superiore e più chiaro in quella inferiore. La corteccia è, grigiastra nel fusto e nei rami vecchi, rossastra nei rami giovani. È presente nell'Italia meridionale, in Sicilia, Sardegna, Marche e Liguria.

Caratteristiche

i dati principali

DATI GENERICI

pieno sole

fiorita: primavera-estate

albero

Mite, temperato.

Perenne.

grande

Originario dell'India, Cina meridionale e Australia.

esposizione


Non esige una particolare posizione, essendo una specie frugale e rustica, in ogni modo si adatta bene a condizioni ambientali con clima mite. In condizioni favorevoli di umidità e temperatura diventa invasiva comportandosi come infestante in parchi e giardini.

fioritura


I fiori sono ermafroditi, piccoli e profumati, riuniti in ampie infiorescenze a grappolo. Corolla gamopetala, composta da cinque petali di colore viola chiaro o lilla. I frutti sono drupe di circa 1 cm di diametro, di colore giallo-oro a maturazione; sbocciano d'estate e persistono sull'albero, pendenti, per tutto l'inverno e gradualmente diventano quasi bianchi. I fiori non attraggono le api e gli altri insetti impollinatori poichè la pianta contiene principi attivi, ad azione repellente nei confronti degli insetti, con proprietà simili a quelle dell'azadiractina, a torto ritenute insetticide.

medicina


I sintomi dell'avvelenamento appaiono qualche ora dopo l'ingestione e possono provocare perdita dell'appetito, vomito, stipsi o diarrea, sangue nelle feci, dolori di stomaco, congestione polmonare, paralisi cardiaca, rigidità, mancanza di coordinazione motoria ed in generale debolezza. La morte può sopraggiungere dopo circa 24 ore. Data la tossicità delle bacche si sconsiglia dal piantare questa pianta presso aree frequentate dai bambini, perché essi hanno una particolare curiosità verso i frutti a bacca e, la facilità di raccolta, presenterebbe un rischio di occasionali avvelenamenti.

concimazione


Non necessaria.

segnalazioni


irrigazione


Non necessaria.

malattie


Per le sue proprietà repellenti è praticamente immune da attacchi di parassiti o di fitofagi.

particolarità


Tutte le parti della pianta sono velenose, per l'uomo, se ingerite; le tossine contenute da esse, sono in maggiore concentrazione nei frutti, alcuni uccelli possono cibarsene senza ricevere alcun danno e ne diffondono poi i semi con i propri escrementi; una dose di 0,66 g di tetranortriterpene e saponina per chilogrammo può uccidere un mammifero adulto.

temperatura


Resiste bene al freddo e al vento, e tollera lunghi periodi di siccità.

substrato


Preferisce vecchi campi abbandonati, terreni a margine della carreggiata stradale e si adatta bene anche a terreni poveri.

propagazione


Su terreni freschi mostra una evidente energia e una spiccata capacità di moltiplicazione emettendo polloni radicali vigorosi, che daranno vita a nuove piante.

clima


Mite, temperato.

durata


Perenne.

origine


Originario dell'India, Cina meridionale e Australia.
alocasia
Alocasia
loropetalum chinense
Loropetalum chinense
ampelopsis
Ampelopsis
Eucalitto gomphocefala
Eucalyptus gomphocephala
Bignonia
bignonia
Acacia caven (sin: Acacia karroo, Acacia orrida).
Sofora Acacia caven
brunfelsia
Brunfelsia
Caprifoglio
Lonicera
singonium
Syngonium
sorbo
Sorbus