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enciclopedia delle piante

alchechengi

alchechengi2.jpg

[tra le piante di italo losero, a LA CASSA ]

[tra le piante di Sara Knabe, a Ruffano ]

[tra le piante di Giuseppe Tedde, a selargius ]

la pianta
nome botanico:Physalis alkekengi
breve descrizione:Pianta erbacea con fusto che può arrivare fino a 1m di altezza, eretto, ramificato, subglabro ed angoloso. I fiori sono bianchi, piccoli, a forma di campanella e spuntano all'ascella delle foglie; sono tipici i calici arancioni di consistenza simile alla carta che avvolgono le bacche. Le foglie sono verde chiaro ed ovali, di lunghezza tra i 5 e gli 8 cm.
durata:Perenne
periodo di fioritura:Da luglio ad agosto
area di origine:Europa ed Asia
clima:Temperato caldo
uso:I calici rendono la pianta adatta a fini decorativi. Gli usi più comuni sono alimentari, infatti la pianta appartiene alla stessa famiglia di patate e pomodori; e farmaceutici
accorgimenti e cure
esposizione e luminosità:La crescita della pianta è favorita dall'esposizione non diretta ai raggi del sole; preferisce poca ombra
temperatura:Questo tipo di pianta si adatta molto bene alle alte temperature. Non scendere sotto i 6°C
substrato:Secco. Non è di grossa importanza la sua composizione. L'habitat ideale è in boschi umidi o in siepi fino a 1000 m s.l.m.
irrigazione:Solo in periodo estivo o in caso di prolungata siccità
concimazione:Utilizzare del concime liquido una volta al mese
propagazione:Tramite semina
rinvaso:Inizio primavera quando necessario
potatura:Eliminare le parti secche o danneggiate
avversità:L'Alchechengio può essere soggetto a funghi
piccoli consigli:In caso di coltivazione in vaso evitare i ristagni d'acqua. Non necessitano di cure particolari. E' sufficiente recidere le parti danneggiate
curiosità
storia:Il nome del genere, Physalis, deriva dal verbo greco Phusaò, gonfiare
ambiente:Vive in zone ombreggiate nei sottoboschi, fino ad una altezza di 1300 m nei luoghi di origine
medicina:Le bacche hanno proprietà antiuriche, depurative, diuretiche, emollienti, rinfrescanti ed antinfiammatorie. Le foglie e il rizoma possono essere velenosi se assunti a dosi eccessive, perchè contengono solanina, stessa sostanza che si trova nelle patate, che provoca mal di testa, vomito, nausea e diarrea che compaiono entro 2-24 ore. L'unico sintomo che dura più di 24 ore è la diarrea che può manifestarsi per più giorni
cucina:Le uniche parti commestibili della pianta sono le bacche che maturano a settembre ed hanno la forma di una piccola ciliegia. Da esse si può ricavare un'ottima marmellata. Si possono mangiare da sole o aggiunte alle insalate. Se seccate leggermente si possono mettere sott'aceto o in salamoia. Contengono vitamina C, acido citrico, tannino e zucchero. In erboristeria si usavano per le malattie in cui c'era bisogno di un'azione diuretica marcata. Vengono preparate candite o ricoperte di cioccolato fondente
caratteristiche
tipodimensionestagioneambienteesposizione
cespugliosagrandefiorita: estateesternopieno sole
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"Un fiore al giorno"