Compositae

bardana

Arctium lappa

bardana

Arctium lappa

Pianta con una sviluppata radice a fittone, fusti ramosi, alti fino a 2 m, scanalati, rossastri. Le foglie basali, provviste di lungo picciolo, con margine dentato e ondulato, sono grigio tomentose nella pagina inferiore. Lungo il fusto, le foglie sono alterne, più piccole rispetto alle basali e con picciolo più breve. I fiori, piccoli e tutti tubulosi, di colore porporino, sono riuniti in capolini globosi, che hanno un involucro di squame verdastre rigide e ricurve ad uncino. I capolini, peduncolati, hanno un diametro di 3-4 cm e formano a loro volta corimbi apicali. Il frutto è un achenio bruno-nerastro, con pappo formato da corte setole

Caratteristiche

i dati principali

DATI GENERICI

pieno sole

fiorita: estate-autunno

eretta

Temperato

Biennale

media

Europa

esposizione


Predilige esposizioni in pieno sole

fioritura


Da luglio a settembre

arte


Il fiore essendo leggermente appiccicoso e nello stesso tempo difficile da togliersi una volta attaccato ha fatto associare la pianta al concetto di riservatezza e ritrosità

medicina


Potente depurativo e antisettico, manifesta il suo effetto principalmente sulla pelle. Si usano le parti sotterranee raccolte nell'autunno del primo anno o nella primavera del secondo anno di vegetazione. L' azione antisettica è dovuta alla arctiopicrina, antibiotico attivo contro batteri gram + e funghi. L'attività cicatrizzante e disinfettante dell'acido arctico si manifesta specificamente nei confronti delle affezioni cutanee (acne, impetigine, ecc.). Tali effetti sono completati e potenziati dall'azione drenante e detossificante svolta dall'arctiina a livello epatico. La bardana è anche nota da tempo come antidiabetico: il principio responsabile di tale azione, recentemente isolato, risulta essere l'acido guanidin-n-butirrico, sinergizzato da altri componenti sesquiterpenici. L'alta percentuale di inulina sembra ridurre ulteriormente la glicemia

letteratura


Il nome del genere deriva dal greco arctos, orso, perchè presenta aspetto irsuto. Il nome della specie deriva sempre dal greco lambano, afferro, in quanto gli aculei dei frutti si attaccano a qualsiasi cosa

segnalazioni


storia


Nel XIV secolo, in Europa, le foglie di bardana venivano usate per trattare la lebbra. Gli antichi medici cinesi e i guaritori ayurvedici la utilizzavano come rimedio per il raffreddore, influenza e polmonite

viaggio


Per la caratteristica di crescere tra le macerie, e quindi in tutti quei luoghi dove si pensava vivessero gli animali malefici, era considerata pianta magica ed usata per guarire le persone considerate indemoniate

concimazione


Non necessita di particolari cure a riguardo

irrigazione


L'annaffiatura deve essere regolare in estate, ridotta in inverno

potatura


Non ha bisogno di particolari potature

malattie


Non è soggetta a particolari malattie

particolarità


Le foglie, se applicate sulla pelle hanno un'azione battericida, inoltre alleviano il dolore causato dalle punture di insetto. In estate necessita di essere annaffiata frequentemente

temperatura


Resistente sia alle alte sia alle basse temperature

rinvaso


Se necessario, va effettuato in primavera

substrato


Tollera diverse tipologie di terreno. Molti erboristi aggiungono trucioli di legno e segatura al letto della bardana, per mantenere il terreno più sciolto e facilitare la raccolta delle radici

propagazione


Attraverso i semi sparsi in primavera

clima


Temperato

durata


Biennale

origine


Europa
zenzero
zingiber officinale
cipolla
allium cepa
camomilla
Camomilla
Cicoria
Cichorium intybus
Melissa
Melissa officinalis
Rucola selvatica
Diplotaxis tenuifolia (Sinonimi: Eruca perennis, Sisymbrium tenuifolium)
salvia
Salvia officinalis
nocciolo
Corylus avellana
gelso nero
Morus nigra
sambuco
Sambucus nigra