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descrizione generale

Pianta erbacea che forma bassi ciuffi circolari di foglie divise, verde-blu, questa specie presenta fiori ricadenti, con petali bianchi e sepali verdastri, che sbocciano da aprile a luglio. Grazie al suo aspetto compatto e alla sua taglia ridotta non supera i 15-25 cm. di altezza.

esposizione

Le aquilegie sono piante molto rustiche, che si adattano in qualsiasi posizione; è innegabile, però, che le fioriture più abbondanti si ottengono ponendo a dimora la pianta a mezz'ombra, o comunque in luoghi in cui goda dell'ombra di piante più alte

fioritura

In primavera, da maggio a giugno, presenta fiori grandi, lungamente peduncolati, con 5 petali e 5 sepali.

concimazione

Ogni 15-20 giorni fornire del concime per piante da fiore, sciolto nell'acqua delle annaffiature, da aprile a luglio

irrigazione

Non necessitano di annaffiature troppo abbondanti, sopportando senza alcun problema brevi periodi di siccità. Annaffiare quindi regolarmente, ma fornendo piccole quantità d'acqua

potatura

Specie da giardino roccioso, si eliminano parti secche o appassite; specie da bordura si tagliano rasoterra dopo la fioritura

malattie

Questa pianta erbacea non viene colpita con facilità da parassiti e malattie; talvolta le foglie vengono rovinate da larve minatrici o dai ragnetti rossi

particolarità

La fioritura dura fino a giugno, ed è molto abbondante e appariscente; per prolungare la fioritura si consiglia di tagliare alla base i fusti che portano fiori appassiti

temperatura

Non teme il freddo, alcune specie sono, infatti, endemiche delle alpi e delle prealpi italiane, dove crescono nel sottobosco; se si decide di coltivare le aquilegie in vaso si consiglia di coprire il contenitore con tnt nel periodo invernale, per evitare che il substrato di coltivazione geli completamente

rinvaso

Ad aprile, quando necessario, scegliendo un vaso sempre leggermente più ampio del precedente.

substrato

Questa pianta si adatta senza problemi a qualsiasi tipo di terreno, purchè sia ben drenato e asciutto; c'è persino chi ritiene che la fioritura e lo sviluppo della pianta vengano indeboliti da un terreno troppo fertile. Coltivare le aquilegie in terreno sabbioso, ben drenato e sciolto, utilizzando anche una buona terra da giardino

propagazione

All'inizio della primavera o alla fine della fioritura è possibile dividere i cespi, ponendo direttamente a dimora le porzioni prodotte; a fine estate è possibile seminare i semi freschi, direttamente a dimora. Se si desidera seminare in primavera o in estate è consigliabile porre alcuni giorni i semi in frigorifero prima di seminarli direttamente a dimora, per simulare la stagione invernale. Se si vogliono moltiplicare aquilegie di colori particolari si consiglia di dividere i cespi, poichè la propagazione per seme non sempre produce piante con fiori dello stesso colore della pianta madre, poichè le aquilegie si ibridano con grande facilità

NOMENCLATURA

Aquilegia flabellata
Ranunculaceae
Aquilegia

DATI GENERICI

Penombra

fiorita: primavera

erbacea

Temperato

Perenne o biennale secondo il tipo di coltivazione.

media

America, Asia e zone alpine dell'Europa

CURIOSITA'

STORIA

Il suo nome deriva dal latino "aquilegium", serbatoio d'acqua, per le numerose goccioline di rugiada che si raccolgono sulle foglie e negli speroni dei petali.

MEDICINA

E' una specie velenosa. Come negli altri congeneri, è stata accertata la presenza, in tutte le sue parti, di un glucoside caratteristico ed è sconsigliabile l'uso, che la medicina popolare indica per i suoi fiori e i suoi semi, come sedativo e diuretico. In seguito ad ingestione del succo di alcuni fiori sono stati, infatti, osservati sintomi quali: adinamia, miosi, cefalea protratta per parecchie ore, cianosi, diarrea. La semplice masticazione di due fiori può dar luogo a senso di peso e dolenza al capo, che scompare, però, presto. Questa droga è sfruttata in omeopatia, per la cura di stati di debolezza ed in caso di dolori mestruali.

LETTERATURA

l'origine del nome Aquilegia potrebbe derivare dal fatto che queste piante, quando piove, raccolgono sulle foglie l'acqua, per cui il nome deriverebbe dal latino aquam legere , raccogliere acqua. Un'altra versione coglie, invece, la similitudine fra gli speroni del fiore e i rostri di un'aquila, e interpreta il nome Aquilegia come aquilina

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ciao

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