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descrizione generale

Pianta rampicante con grossi tuberi sferici, con fusti eretti o espansi, pressochè glabri, semplici o ramificati, alti 15-60 cm. Le foglie sono alterne, sessili e avvolgenti il fusto con lobi basali allargati e spesso sovrapposti. Sono lunghe 20-90 mm, hanno lamina verde chiaro, ovato-cuoriforme, a margine intero con apice arrotondato e venature infossate sulla pagina superiore e rilevate su quella inferiore. I fiori, lunghi 20-50 mm, eretti con il lembo linguiforme, con punta smussata marrone scuro, con tubo giallo-verdastro, con breve peduncolo, sono portati all'ascella delle foglie. Il frutto sferico ha un diametro di 10-20 mm

esposizione

Indifferentemente sia in pieno sole sia con leggera ombra

fioritura

Tarda primavera, da aprile a giugno

concimazione

In vaso utilizzare concime complesso seguendo le indicazioni del produttore

irrigazione

Costante. Mantenere il terreno umido senza ristagni d'acqua

potatura

Potare in caso di chioma abbondante a fine inverno

malattie

Può essere soggetta a funghi di vario tipo

particolarità

Evitare bruschi sbalzi di temperatura e ristagno d'acqua. Non richiede particolari cure

temperatura

A seconda della specie resistono alle basse e alte temperature

rinvaso

Ogni 1-2 anni circa ad inizio primavera

substrato

Normale. In vaso necessitano di un mix di terra e torba

propagazione

Tramite seme oppure talee in marzo

NOMENCLATURA

Aristolochia
Aristolochiaceae
aristolochia

DATI GENERICI

Penombra

fiorita: primavera-estate

rampicanti

Mediterraneo

Perenne

media

Europa, e, in particolare, le zone mediterranee

CURIOSITA'

ARTE

Il nome del genere deriva dal greco "áristos" = "ottimo", "lochèia" = "parto", si riteneva, infatti, efficace per i travagli e le infezioni del parto

MEDICINA

Molte specie di Aristolochia erano già note nell'antichità ed impiegate per la loro azione stimolante, per accelerare il parto ed alleviarne i postumi, ed, infine, usato come emmenagogo. Dal XVIII secolo le aristolochie sono state utilizzate nelle campagne per le loro proprietà astringenti e vulnerarie. Teofrasto ci tramanda che la pianta veniva usata per trattare disordini uterini, morsi dei serpenti e ferite. Anche gli indiani d'america la usavano contro i morsi dei serpenti e le febbri. Questi usi erano basati sulla dottrina dei segni, come la forma del fiore simile all'utero o al serpente. In realtà è una pianta medicinale, ma tossica e capace di procurare aborti, avvelenamenti, tachicardia, nausea, convulsioni, degenerazione del fegato e anche la morte per arresto respiratorio se assunta senza controllo medico. Il principio attivo è l'acido aristolochico, che in seguito ad esperimenti fatti sui roditori, è risultato altamente cancerogeno. In alcuni stati, come la Germania, tutti i prodotti a base di Aristolochia sono stati proibiti e tolti definitivamente dal commercio, per la riscontrata tossicità e pericolosità

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