Aristolochiaceae

aristolochia

Aristolochia

aristolochia

Aristolochia

Pianta rampicante con grossi tuberi sferici, con fusti eretti o espansi, pressochè glabri, semplici o ramificati, alti 15-60 cm. Le foglie sono alterne, sessili e avvolgenti il fusto con lobi basali allargati e spesso sovrapposti. Sono lunghe 20-90 mm, hanno lamina verde chiaro, ovato-cuoriforme, a margine intero con apice arrotondato e venature infossate sulla pagina superiore e rilevate su quella inferiore. I fiori, lunghi 20-50 mm, eretti con il lembo linguiforme, con punta smussata marrone scuro, con tubo giallo-verdastro, con breve peduncolo, sono portati all'ascella delle foglie. Il frutto sferico ha un diametro di 10-20 mm

Caratteristiche

i dati principali

DATI GENERICI

Penombra

fiorita: primavera-estate

rampicanti

Mediterraneo

Perenne

media

Europa, e, in particolare, le zone mediterranee

esposizione


Indifferentemente sia in pieno sole sia con leggera ombra

fioritura


Tarda primavera, da aprile a giugno

arte


Il nome del genere deriva dal greco "áristos" = "ottimo", "lochèia" = "parto", si riteneva, infatti, efficace per i travagli e le infezioni del parto

medicina


Molte specie di Aristolochia erano già note nell'antichità ed impiegate per la loro azione stimolante, per accelerare il parto ed alleviarne i postumi, ed, infine, usato come emmenagogo. Dal XVIII secolo le aristolochie sono state utilizzate nelle campagne per le loro proprietà astringenti e vulnerarie. Teofrasto ci tramanda che la pianta veniva usata per trattare disordini uterini, morsi dei serpenti e ferite. Anche gli indiani d'america la usavano contro i morsi dei serpenti e le febbri. Questi usi erano basati sulla dottrina dei segni, come la forma del fiore simile all'utero o al serpente. In realtà è una pianta medicinale, ma tossica e capace di procurare aborti, avvelenamenti, tachicardia, nausea, convulsioni, degenerazione del fegato e anche la morte per arresto respiratorio se assunta senza controllo medico. Il principio attivo è l'acido aristolochico, che in seguito ad esperimenti fatti sui roditori, è risultato altamente cancerogeno. In alcuni stati, come la Germania, tutti i prodotti a base di Aristolochia sono stati proibiti e tolti definitivamente dal commercio, per la riscontrata tossicità e pericolosità

concimazione


In vaso utilizzare concime complesso seguendo le indicazioni del produttore

segnalazioni


irrigazione


Costante. Mantenere il terreno umido senza ristagni d'acqua

potatura


Potare in caso di chioma abbondante a fine inverno

malattie


Può essere soggetta a funghi di vario tipo

particolarità


Evitare bruschi sbalzi di temperatura e ristagno d'acqua. Non richiede particolari cure

temperatura


A seconda della specie resistono alle basse e alte temperature

rinvaso


Ogni 1-2 anni circa ad inizio primavera

substrato


Normale. In vaso necessitano di un mix di terra e torba

propagazione


Tramite seme oppure talee in marzo

clima


Mediterraneo

durata


Perenne

origine


Europa, e, in particolare, le zone mediterranee
Aristolochia gigantea
Aristolochia gigantea
arauji
Araujia sericifera
allamanda
Allamanda
giuggiolo
Ziziphus vulgaris
Opuntia diademata Lem. var. inermis 'papyracantha'
Opuntia diademata Lem. var. inermis 'papyracantha'
ardisia crenata
Ardisia crenata
Agapanthus praecox
Agapanthus praecox
Agave triangularis
Agave triangularis
Albero di Giuda
Cercis siliquastrum
Canapa
Cannabis sativa L.