Ranunculaceae

aconito

Aconitum

aconito

Aconitum

Pianta erbacea con radice carnosa arrotondata verso l'alto e ristretta a cono in basso; al momento della fioritura, vicino a questa radice, se ne forma un'altra che prenderà il posto della prima esaurita. Il fusto, eretto, è quasi sempre semplice e alto fino ad oltre un metro. Le foglie, alterne, hanno un lungo picciolo; il lembo è diviso in cinque lobi a loro volta profondamente incisi in segmenti sottili e lunghi; la superficie è glabra, le nervature sono molto evidenti nella pagina inferiore. I fiori di colore azzurro, viola o talvolta bianco, sono riuniti in un lungo racemo; il calice ha cinque sepali colorati molto diversi, uno dei quali è foggiato a elmo; i petali sono otto: due formano dei cornetti che contengono del nettare, gli altri sei sono ridotti a linguette. Il frutto è formato da alcuni follicoli contenenti i semi di colore nero

Caratteristiche

i dati principali

DATI GENERICI

pieno sole

fiorita: estate

cespugliosa

Temperato

Annuale o perenne a seconda delle specie

media

Asia, Europa e Nord America

esposizione


Preferisce la leggera ombra, ma si adatta anche al sole pieno. Patisce le zone eccessivamente ventilate

fioritura


Inizia a fiorire verso fine giugno

arte


Il loro aspetto particolare e la loro velenosità hanno dato spunto a miti e leggende, che da sempre indicano l'aconito come il fiore della vendetta e dell'amore colpevole

medicina


pianta tossica. Le foglie e le radici contengono Aconitina, Benzodilamina, Neopellina e Picratonitina che hanno dimostrato avere effetti sul sistema nervoso centrale e sui nervi periferici, normalizzando le irregolarità del battito cardiaco. Dosi massicce possono essere mortali, tanto che anticamente in India le punte delle frecce venivano intinte con il succo delle radici

letteratura


I miti greci narrano che Cerbero, cane a tre teste di Ecate, regina dell'Ade, portasse nella bava i semi d'aconito. Quando Ercole rapì la bestia, trascinandola schiumante di rabbia sulla terra, favorì la diffusione dei semi lungo il tragitto. Secondo la tradizione norvegese, invece, questo fiore rappresentava, per la sua particolare forma, l'Elmo di Odino, il più valoroso guerriero teutonico. Tale speciale copricapo conferiva a chiunque lo indossava il potere magico di rendersi invisibile agli uomini. La religione cristiana lo ritiene il cappuccio dei monaci. In Francia è popolarmente detto carro di Venere

segnalazioni


concimazione


Utilizzare concime ternario

irrigazione


Mantenere costantemente umido il terreno evitando eccessi e ristagni d'acqua

potatura


Dopo la fioritura è bene tagliare i fusti rasoterra per facilitare la crescita di quelli nuovi

malattie


Può subire attacchi di Botrite e danni da insetti fitofagi

particolarità


D'estate la pianta ha bisogno di un'annaffiatura regolare almeno fino alla fine della fioritura. Il bulbo deve essere ricoperto da uno strato di circa 3/4 cm di terra; è bene lasciare uno spazio di 18/28 cm tra un bulbo e l'altro, anche se la distanza può variare a seconda dell'effetto che si desidera ottenere

temperatura


Si adatta bene sia al caldo sia al freddo

substrato


L'ideale è un terreno umido e ricco di humus

propagazione


Sia tramite semina sia per suddivisione dei cespi, in primavera o in autunno

clima


Temperato

durata


Annuale o perenne a seconda delle specie

origine


Asia, Europa e Nord America
Cuor di Maria
dicentra
Asperula
Galium odoratum
pulmonaria
pulmonaria
loropetalum chinense
Loropetalum chinense
abete rosso
Picea abies
Albero dei rosari o Albero dei paternostri.
Melia azedarach L.
ampelopsis
Ampelopsis
Tradescantia pallida purpurea
Setcreasea purpurea
Bignonia
bignonia
Caprifoglio
Lonicera