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QUERCIA: antinfiammatoria, astringente

lemiepiante  links Star-bene-con-le-piante QUERCIA:-antinfiammatoria,-astringente ca_7220.html<strong>DESCRIZIONQueercus robur
DESCRIZIONE: Albero longevo, legnoso, alto fino a 40 m. La chioma è alta e tondeggiante ed il tronco si biforca ad una certa altezza. Le foglie cadono all'inzio dell'inverno dopo essere diventate di color giallo-arancione, sono glabre e scarsamente pelose sulla pagina inferiore con i lobi arrotondati ed ottusi, più strette in vicinanza del picciolo e più larghe in alto. Fiorisce in primavera con amenti penduli maschili, quelli femminili sono riuniti in gruppeti da 3-5 esemplari, sui rami più giovani. Il frutto è una ghianda portata da un lungo peduncolo e ricoperta da una cupola. E' la specie di quercia più diffusa in Europa.

DROGA: la corteccia dei rami più giovani fatta essicare al sole e prelevata in primavera; le ghiande per uso alimentare.

SOSTANZE CONTENUTE E PRINCIPI ATTIVI: TANNINI, SOSTANZE AMARE, RESINE,

PROPRIETA' ED UTILIZZO: ha principalmente un'azione ASTRINGENTE ed ANTINFIAMMATORIA, il decotto per uso esterno in caso di malattie cutanee, sudorazione dei piedi, capelli grassi, geloni, infiammazioni alla gola, gengiviti. In compresse per le EMORROIDI.

CURIOSITA': In passato le ghiande macinate e tostate erano usate come surrogato del caff?in Italia, fino agli anni 60, con questi frutti si faceva un pane particolare di grano duro. Ospita il vischio tra i suoi rami. La leggenda vuole che la Quercia piantata vicino a casa, la protegga dalle streghe e tenga lontano i fulmini. E' l'albero della sovranità celeste e terrestre; la sua imponenza e longevità, insieme con tanti doni che offre a uomini ed animali hanno ispirato il simbolo del padre, celeste e terreno, e conseguentemente quello della sovranità divina e terrena. Una leggenda sarda testimonia il simbolo paterno e protettivo. Il Signore aveva detto al diavolo che avrebbe potuto avere il potere sul bosco, soltanto quando lo avrebbe trovato completamente privo di fogliame; ma quando gli alberi a foglie decidue del bosco seppero del patto, si rivolsero alla Quercia. La soluzione che essa trovò è di cercare di trattenere sui rami le sue foglie fino a quando non fossero spuntate foglioline nuove su altri alberi decidui. In questo modo il bosco non sarà mai completamente spoglio ed il demonio non potrà averne dominio. Nella mitologia è stato il più antico oracolo Greco, riportando il volere di Zeus. I Romani chiamavano Robur sia la quercia sia il vigore fisico e morale. Le sue ghiande erano considerate dei potenti afrodisiaci, infatti, erano chiamate glans glandis in latino per indicare questo frutto ma anche il glande del pene. Si narrava che le querce avessero l'opportunità di ospitare due ninfe, le anime degli alberi, le Driadi e le Amadriadi. Le prime avevano la possibilità di abbandonare l'albero prima dell'abbattimento, le seconde erano congiunte indissolubilmente ad esso.