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VALERIANA: sedativa antispasmodica

lemiepiante  links Star-bene-con-le-piante VALERIANA:-sedativa-antispasmodica ca_7247.html<strong>DESCRIZIONE</sValeriana officinalis
DESCRIZIONE: pianta erbacea perenne, con fusto eretto e cavo, solcato da scalanature; può raggiungere i 150 cm. di altezza. Ha foglie opposte, imparipennate, picciolate, provviste di denti marcati. Il rizoma è brunastro; i fiori appaiono in primavera-estate riuniti in cime ombrelliformi bianco-rosate. Il frutto è sormontato da un piumetto. Tutta la pianta ha un odore gradevole e caratteristico.

DROGA: il rizoma, e le radici, fresco o essicato, raccolto in primavera o in autunno da piante di due anni almeno. Vanno conservati in recipeinti di vetro, in luogo fresco ed asciutto.

SOSTANZE CONTENUTE E PRINCIPI ATTIVI: IRIDOIDI, OLIO ESSENZIALE (ACIDO ISO-VALERENICO), VALERENALE, BORNIL ACETATO, ACIDO CLOROGENICO.

PROPRIET ED UTILIZZO: E' la pianta delle "mille e una notte"! Si utilizza la radice che è ricchissima di oli essenziali e di acido valerianico. Ha proprietà SEDATIVE, ANTISPASMODICHE, ANSIOLITICHE, SONNIFERE e ANALGESICHE. La sua azione interessa il sistema nervoso centrale e quello vegetativo, riducendo il tempo di induzione del sonno. Si somministra in infuso, da consumare prima di andare a letto; l'azione congiunta delle sostanze in essa contenute produce effetti rilassanti che migliorano l'umore e la concentrazione e favoriscono l'addormentamento incrementando la qualità del sonno. Le compresse imbevute nel decotto, sono ottime per un uso esterno, in caso di nevralgie e contusioni. La valeriana è usata con successo anche nelle cure di disintossicazione dal tabacco; calmano l'ansia ed il nervosismo che accompagnano la disassuefazione.


AVVERTENZE: l'assunzione in grandi quantita di Valeriana può produrre una lieve riduzione dell'attenzione. Non ci sono controindicazioni se l'uso avviene in dosi terapeutiche corrette. Non associare con farmaci depressivi del sistema nervoso centrale.

CURIOSITA': Il nome del genere deriva dal latino "valere" che signifiuca star bene. E' chiamata volgarmente "erba gatta" perchè particolarmente gradida dai gatti che vi si strofinano molto volentieri. l'uso terapeutico della pianta era già molto noto nella civiltà Greca e romana. Nel 1500 era impiegata nella cura dell'epilessia.